Lettera ai Magistrati della 1° sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte Conti.

 

 

Ricevo dal caro compagno Peppone Grillo e volentieri diffondo.

Marco

 

 

 

Buongiorno, amici e compagni..

Tutti i lavori sono uguali? 

Sembra sia cosi per dei Giudici della Corte dei Conti.

Credo di essere stato l'unico macchinista "Lavoratore gravoso" a portare l'INPS davanti a dei Giudici della Corte dei Conti.

Tanti (tutti?) hanno deciso di andare in pensione dopo 43 anni e 1 mese di contributi per "non rischiare".

Per me era giusto fare quello che ho fatto, perchè ancora convinto che la legge "gialloverde Salvini Di Maio" del 2019 non ha espressamente annullato la legge Gentiloni del 2017,

che bloccava, per i Lavoratori gravosi, l'aumento di aspettativa di vita previsti dalla L. Fornero nel biennio 2019/2020.  

Sinceramente ero ottimista, dopo aver vinto in 1° grado. I Giudici di Appello non mi hanno dato ragione, con una sentenza molto discutibile per quanto mi riguarda..

Per avvalorare la loro tesi, addirittura, fanno confusione (voluta?) tra "Lavori gravosi" e "Lavori usuranti".

 

Sta anche a voi Sindacati dei ferrovieri dire la vostra su questa ulteriore ingiustizia, che di fatto e da anni stanno subendo i macchinisti ferrovieri. 

Ringrazio pubblicamente la "Cassa di Solidarietà tra Ferrovieri" che mi ha supportato anche economicamente.

Restituirò, quando e come sarà, 3 mesi di pensione all'INPS..... per questioni di controllo della spesa pubblica (scritto in sentenza di appello).....non ho parole.

 

Per non far finire la cosa cosi (ci potrà essere una continuazione?), ho voluto dire la mia scrivendo la lettera allegata.

Allego anche la sentenza per chi interessato. 

 

Buona Vita

Ciao, 

 

 

Buongiorno.

Egregi Magistrati, 

partecipo a tutti voi la lettera allegata, che tratta di un'ingiustizia subita, per una riflessione Collettiva.

 

 

 

"Non tutti i lavori sono uguali".

 

Buona Vita

Giuseppe Grillo

Cittadino pensionato, ex Macchinista Ferroviere "Lavoratore gravoso" ed "esposto amianto".


 

( di seguito la lettera di cui sopra )

 

23 ottobre 2024

 

 

 

Ai Magistrati della 1° sezione giurisdizionale centrale d'appello

della Corte dei Conti

Enrico Torri, Natale Longo, Aurelio Laino, Stefania Petrucci, Beatrice Meniconi

 

P.C.

Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

 

P.C.

Presidente della Corte dei Conti Guido Carlino

 

P.C.

Procuratore generale della Corte dei Conti Pio Silvestri

 

 

 

 

Oggetto: sulla sentenza n° 229 del 19 settembre 2024 - applicazione della finestra trimestrale anche ai Macchinisti "Lavoratori gravosi". 

 

 

 

Il sottoscritto Grillo Giuseppe, ex Macchinista Ferroviere, in merito alla sentenza in oggetto da Voi emessa, che di fatto equipara i "Lavoratori gravosi" ai "Lavoratori non gravosi", riguardo alla "tempistica" per godere della pensione Pubblica, da Cittadino pensionato (non Giurista, ma semplice perito meccanico), desidera esprimere delle considerazioni su un'idea Collettivamente condivisa, sulla base della quale si può affermare che "non tutti i lavori sono uguali".

Con la vostra sentenza, che ha riformato quella di 1° grado del Giudice della Corte dei conti del Piemonte, Dott. Luigi Gili, (sentenza n° 303 del 5 dicembre 2022, favorevole al sottoscritto), avete dichiarato, in sostanza, che anche i Lavoratori gravosi devono prendere la pensione 3 mesi dopo la maturazione dei 42 anni e 10 mesi di contribuzione previdenziale obbligatoria.

Avete "sentenziato", di fatto, che i miei 38 anni di "Macchinista Lavoratore gravoso", ai fini della corresponsione della prestazione pensionistica, sono uguali a quelli dei Lavoratori non gravosi.

Insomma, non mi avete riconosciuto nemmeno quel "minimo, minimo, minimo sindacale" (art. 1 commi 147/148 della L. 205/2017) per prendere la pensione subito dopo aver maturato i 42 anni e 10 mesi di contribuzione previdenziale obbligatoria. Questo "minimo sindacale" era stato riconosciuto nella sentenza di 1° grado. 

Per questa vostra decisione (inappellabile?) il sottoscritto deve ridare indietro 3 mesi di pensione, perché equiparato di fatto al "Lavoratore non gravoso". Quindi, secondo voi, non c'é differenza tra "Lavoratore gravoso" e "Lavoratore non gravoso"? Se è cosi, perchè in questi anni il Legislatore italiano si é preoccupato di mettere altri lavori nella categoria "gravosi"?

Dal 2012 i Macchinisti Lavoratori gravosi, per un “errore” del Legislatore italiano, hanno dovuto subire uno “scalone” di 9 (nove) anni per avere diritto alla pensione. Passare da 58 anni a 67 anni per poter fruire della strameritata pensione, non è da tutti.

Nonostante tanti buoni propositi da parte di quasi tutti i partiti di maggioranza e di opposizione, l'errore di cui sopra a tutt'oggi non è stato sanato. Oggi i Macchinisti vanno in pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi (ci si ritornerà su questo punto).

Il Governo Gentiloni, nel dicembre 2017 (art. 1/147 - 148 L. 205/2017), consapevole anche dell'ingiustizia subita dai macchinisti, ha bloccato l'adeguamento alla speranza di vita stabilito per l'anno 2019, sicché tutti i “Lavoratori gravosi” potessero fruire della pensione anticipata (ex anzianità) con 42 anni e 10 mesi di contribuzione previdenziale obbligatoria (41 anni e 10 mesi per le donne). La copertura finanziaria per questa decisione del Parlamento italiano di sicuro c'è stata.

Voi Giudici avete deciso che la “finestra trimestrale” (prendere la pensione tre mesi dopo aver raggiunto i 42 anni e 10 mesi) si deve  applicare anche ai “Lavoratori gravosi”. Dalla sentenza in oggetto leggo "Ulteriore determinante argomento, atto ad avallare siffatta tesi risulta la circostanza ......omissis..... - circa la mancata approvazione delle varie proposte emendative al testo originario dell’art. 15, comma 1, d.l. n. 4/2019 ....omissis...... (come ricordato, di modifica dell’art. 24, comma 10, cit.), inoltrate da vari parlamentari in sede di votazione della legge di conversione del suddetto decreto legge (l. n. 26/2019), .....omissis....".   

Domanda: si può pensare che al Legislatore italiano non necessitava chiarire/emendare alcunché, ritenendo già valida e applicabile la decisione del Governo Gentiloni del 2017, suffragata peraltro già da copertura finanziaria?

Su ciò, addirittura, l'INPS ha scritto che, siccome l'emendamento di cui sopra non è stato accolto, il Legislatore italiano abbia voluto conservare solo la norma di favore per i soli lavoratori gravosi che chiedono l'accesso alla pensione di vecchiaia, considerando determinante il requisito anagrafico.

Oggi un Macchinista Lavoratore gravoso va in pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età senza subire la "finestra trimestrale", prendendo subito la pensione. Un Macchinista Lavoratore gravoso che va in pensione anticipata (ex anzianità) prenderà, invece, la pensione 3 mesi dopo.

Egregi Magistrati, vi sembra Costituzionale ciò?

Riguardo all'età, all'usura lavorativa, che differenza c'è tra un “Macchinista Lavoratore gravoso” di 66 anni e 7 mesi che accede alla pensione di vecchiaia, rispetto a un altro “Macchinista Lavoratore gravoso” che a 66 anni e 4 mesi di età raggiunge il requisito contributivo di 42 anni e 10 mesi per l'accesso alla pensione anticipata (ex anzianità)?

Il primo non "paga pegno", il secondo si.

Ripeto, ciò è Costituzionale?

A tal proposito riporto quanto dichiarato dal Giudice della Corte dei conti del Piemonte, Dott. Luigi Gili, nella sentenza di 1° grado:

".....omissis......Altro grave elemento di irragionevole differenziazione, non giustificabile con la prospettata pretesa “discrezionalità”, in capo al Legislatore, di “dettare la disciplina di un adeguato trattamento pensionistico sulla base di un ragionevole bilanciamento dei valori costituzionali”, emerge, all'interno della stessa categoria di lavoratori "gravosi", in quanto la finestra trimestrale sarebbe prevista solo per coloro che accedono alla pensione anticipata sulla base del requisito contributivo (42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), mentre la stessa circostanza non avviene nei confronti di coloro che accedono alla pensione di vecchiaia, i quali ne sarebbero esenti: ciò in quanto il comma 6 dell'art. 24, richiamato, come il 10, dal comma 147 legge n. 205/2017, non prevede alcuna decorrenza posticipata del trattamento di vecchiaia...omissis....".

Egregi Magistrati, da Cittadino pensionato, nella fattispecie, non credo che la discrezionalità del Legislatore possa andare contro l'art. 3 della Costituzione Antifascista Italiana. Anche per questo motivo al sottoscritto "Macchinista Lavoratore gravoso" non doveva essere applicata la "finestra trimestrale", riferita SOLO ai Lavoratori non gravosi.

 

Sotto riportato un passaggio della vostra sentenza: 

 

".....omissis......Nella specie, osserva la Sezione che i lavori usuranti già vengono considerati in maniera diversa dall’ordinamento previdenziale, in quanto sottratti eccezionalmente, rispetto alla generalità delle attività lavorative, all’aumento dei requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla disciplina sulla c.d. “aspettativa di vita”, ex art. 12 d.l. n. 78/2010, ciò ponendosi, per inciso, in perfetta coerenza con la maggior gravosità di tali lavori.

Diversamente, la misura dello slittamento temporale di tre mesi previsto dall’art. 24, comma 10, d.l. n. 201/2011, pur se esteso anche ai lavori usuranti, soddisfa, in modo non irrazionale e arbitrario, ineludibili esigenze finanziarie, poste a carico dell’intera collettività (segnatamente, dei lavoratori-pensionati) - ossia posticipare il momento del pagamento delle pensioni a carico del bilancio dello Stato per questioni di controllo della spesa pubblica con l’opportunità di non penalizzare eccessivamente siffatta categoria di lavoratori, essendo costoro, in ultima analisi, al più “costretti” a proseguire solo per un limitatissimo periodo (tre mesi) la loro gravosa attività lavorativa....omissis....".

 

Egregi Magistrati, dovreste sapere che il "Macchinista Lavoratore gravoso" (Allegato B articolo 1, comma 148, lettera a L. 205/2017), in base alla Legislazione previdenziale vigente, non è inserito nella categoria dei "Lavori usuranti" (Decreto Legislativo 21 Aprile 2011 n°67).

Quello che avete "osservato" in sentenza "sprizza ingiustizia" da tutte le parti. E' Vostro compito far rispettare le Leggi, non confonderle.

Quest'altro passaggio in sentenza: "...omissis....ossia posticipare il momento del pagamento delle pensioni a carico del bilancio dello Stato per questioni di controllo della spesa pubblica...omissis...", fa capire quanti determinati Diritti possono essere mortificati/umiliati/sacrificati nel nostro "Bel Paese" dove l'evasione fiscale, la corruzione spadroneggiano.

E qui si parla di "controllo della spesa pubblica"?

Per 3 mesi di pensione negati al sottoscritto, unico "Macchinista Lavoratore gravoso"che ha portato l'INPS davanti alla Corte dei Conti per dirimere la controversia? 

Del resto ciò viene confermato anche da voi Magistrati nella sentenza: "....omissis.....   Spese di difesa del doppio grado compensate per novità della questione...omissis..."

 

Egregi Magistrati, Il sottoscritto è andato in pensione anticipata (ex anzianità) dopo 42 anni 10 mesi e 12 giorni di contribuzione previdenziale obbligatoria. Non è stato considerato in maniera diversa dall’ordinamento previdenziale, rispetto alla generalità delle attività lavorative, contrariamente a quello che dite voi nella sentenza.

 

L'unico Diritto che aveva il sottoscritto, era prendere la pensione senza l'applicazione della "finestra trimestrale", da applicare solo ai "Lavoratori non gravosi", in quanto la Legge del 2019 non ha espressamente abolito l'art. 1 commi 147/148 della Legge 205/2017.

Tale e unico Diritto è stato negato con la vostra sentenza, che il sottoscritto  rispetta ma non condivide.

Come si fa a confondere i "Lavoratori gravosi" con i "Lavori usuranti"? Forse per potere dichiarare/giustificare questo passaggio della Vostra sentenza: ...omissis.....essendo costoro, in ultima analisi, al più “costretti” a proseguire solo per un limitatissimo periodo (tre mesi) la loro gravosa attività lavorativa.....omissis....?

Quindi, la differenza tra "Lavoratori gravosi" e "Lavoratori non gravosi" esiste? Come si manifesterebbe secondo voi siffatta differenza? Di sicuro non applicando ai "Lavoratori gravosi" la finestra trimestrale, come invece avete sentenziato.

 

Egregi Magistrati, il sottoscritto Cittadino pensionato non sa se e come si possa fare ricorso a quello che avete deciso.

Tale decisione, a parere del sottoscritto, è ingiusta, mette in discussione l'art. 3 della Costituzione Antifascista Italiana.

Di sicuro il sottoscritto renderà pubblico questo scritto, inviandolo anche al Presidente della Repubblica Antifascista Italiana Sergio Mattarella, al Presidente della Corte dei Conti, al Procuratore Generale della Corte dei Conti, ai Sindacati ecc., per una riflessione Collettiva.

 

Non tutti i lavori sono uguali.

 

Il sottoscritto non è un Giurista, bensì un Cittadino pensionato che desidera in questo momento ricordare le parole di Don Lorenzo Milani,

"Non c'è ingiustizia più grande che fare parti uguali tra disuguali".

 

Buona Vita

 

Giuseppe Grillo

Cittadino pensionato, ex Macchinista Ferroviere "Lavoratore gravoso" ed "esposto amianto".